I nuovi luoghi del lavoro

L’immobile di Via Carducci 39 ha ospitato fino a qualche anno fa la PLLB, un’azienda attiva nelle telecomunicazioni e nei sistemi di controllo della fibra ottica. Dopo il fallimento di PLLB, l’immobile è rimasto vuoto per alcuni anni: la crisi economica e le difficoltà del settore immobiliare non avevano permesso di sostituire un’impresa fallita con una nuova media azienda.

Per dare nuova vita ad uno spazio di lavoro si è dovuto ripensarlo completamente: non più singola unità produttiva ma luogo aperto ad una pluralità di piccole imprese innovative e di piccole unità produttive. Aziende, ma anche liberi professionisti e creativi.

Tra gli effetti della crisi c’è anche la comparsa di dinamiche nuove e ricche di potenzialità, come l’aumentata disponibilità all’aggregazione tra le imprese. Sono aumentate le reti d’impresa e stanno cambiando anche i luoghi di lavoro. In particolare, negli ultimi anni, l’innovazione “radicale” si è andata estendendo dal settore digitale ai settori produttivi manifatturieri. La comparsa e il consolidamento di nuove tecnologie “materiali” (come la stampa 3D, open hardware, taglio laser etc.) hanno fatto parlare di nuova rivoluzione industriale e di radicale riorganizzazione di artigianato e manifattura. E’ diventata accessibile la produzione di piccole quantità di oggetti, una sorta di autoproduzione che, per un paese micro manifatturiero come l’Italia, rappresenta un’occasione straordinaria che va colta.

E’ su questa frontiera, a cavallo tra innovazione digitale, start up, artigianato 2.0 e settori tradizionali, che si colloca Co+Fabb.

I nuovi spazi del lavoro, come i coworking, offrono ai professionisti e alle aziende non solo un luogo fisico ma anche e soprattutto un ecosistema innovativo, ricco di facilitazioni, di servizi, di stimoli e di opportunità.