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BUSINESS DEVELOPMENT: AN INTERACTIVE CLASS

Il seminario ha come obiettivo lo sviluppo della consapevolezza in ambito imprenditoriale e di stimolare lo sviluppo di strumenti e metodi per rispondere con prontezza alle sfide che il mercato globale e la rivoluzione digitale stanno ponendo a tutti gli attori coinvolti nella catena del valore.

Il seminario sarà strutturato in modo da coinvolgere i partecipanti in modalità interattiva e cooperativa per condividere le esperienze ed individuare eventuali aree di intervento.

Come sviluppare il proprio business ai tempi dell’industria 4.0? Come far nascere un’esigenza nei clienti B2B? Come creare un’efficace customizzazione e un network tra start up? Mauro Formaggio ne parla in una classe interattiva a Co+Fabb, coworking specializzato in start up di innovazioni tecnologica.

  1. Business Development – definiamolo.
  2. La rivoluzione della trasformazione digitale.
  3. Chi, perché e quando fare Business Development?
  4. E.. il Marketing e le Vendite?
  5. Sviluppare il proprio business.
  6. Strategia e innovazione.
  7. Quali strumenti e quali metodi?
  8. Skill e mindset.
  9. Siamo pronti?
  10. Discussione finale.

Mauro Formaggio

Mauro ha iniziato la sua carriera professionale nel 1987 in ambito manifatturiero presso la ST Microelectronics in area tecnica su sistemi di automazione; dal 1989 ha lavorato nel settore telecomunicazioni presso primarie multinazionali quali Sirti, Eni, Albacom, Omnitel-Vodafone e 3 Italia.
Ha partecipato alla progettazione delle rete digitale nazionale e mobile analogica e digitale; in Eni,allo sviluppo della rete di trasporto e dati IP a supporto del core business di gruppo ed ha partecipato alla stesura del business-plan della Joint Venture Eni-BT/Albacom.
In Omnitel ha partecipato alla fase finale dello start-up in area tecnica di progettazione reti per poi occuparsi in area commerciale dello sviluppo dei progetti per i clienti business come supporto alle vendite.
Nell’ area Marketing Business di Omnitel-Vodafone ha seguito lo sviluppo e la commercializzazione dei servizi GPRS e di servizi innovativi per i clienti.
Ha partecipato allo start-up di 3 Italia partecipando allo sviluppo dei servizi dati per il mercato business in area marketing dove ha altresì gestito lo sviluppo dei primi servizi broadband HSDPA. Si è poi occupato di Business Development per il mercato Business e Consumer ed ha seguito lo sviluppo in area marketing terminali di nuovi prodotti tra cui il Web Cube.
Sempre in area marketing si è occupato di servizi wholesale e di sviluppo prodotti/servizi e processi per l’offerta roaming internazionale.
Attualmente si occupa di consulenza per le aziende in ambito Digital Transformation, Project Management e business development seguendo anche gli aspetti relativi ai contesti IoT ed Industry 4.0.

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NEXUS – Dal neurone alla città

Co+Fabb partecipa alla terza edizione di Nexus, una giornata di incontri e confronti tesa a creare legami e interazione tra il mondo del design e della ricerca. Sabato 1 Dicembre

La giornata inizierà alle ore 10 e si articolerà su tre tavoli di lavoro con partecipazione gratuita previa iscrizione via mail a ludovico@magut.com.

Il pomeriggio dalle ore 15 si terrà una tavola rotonda conclusiva aperta al pubblico sul tema dell’interazione tra design e scienza, moderata da Paolo Righetti, architetto e docente di Progettazione ed Emotional Design.

 

Scopri il programma completo  e tutte le notizie aggiornate su facebook.com/nexuspaziomil

 

Puntata n. 4 del 06/04/2017

Nella puntata n. 4 si parla anche di matematica e imprese… La matematica è spesso trascurata dalle imprese che a volte non sanno neppure come sfruttarne le infinite (quasi per definizione) potenzialità.

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café triwù

Café Triwù

Café Triwù è un nuovo progetto editoriale di Triwù in collaborazione con Co+Fabb e Classe1920 BeerStrot.

La Redazione di Triwù festeggia i suoi cinque anni di attività con una trasmissione tutta nuova, Cafè Triwù: uno spazio di dibattito per riflettere su trend, segnali, sfide, traguardi raggiunti, battute d’arresto e nuovi obiettivi dei processi di innovazione nel nostro Paese. Un luogo di incontro nel quale i decision maker della Pubblica Amministrazione, delle grandi aziende, delle start up, nelle università e nei centri di ricerca possono confrontarsi sulle proprie esperienze.

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INDUSTRIA 4.0 -Verso la produzione digitale

Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Tommaso Nannicini, a confronto con imprenditori e innovatori sul piano ITALIA 4.0 contenuto nel DPEF del Governo che verrà discusso in ottobre.

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Cosa dice il piano Industria 4.0 presentato dal governo. 7 cose da sapere

Il governo investe 13 miliardi su innovazione e fabbricazione digitale. Il piano Italia 4.0 prevede detrazioni del 30% e detassazione del capital gain per chi investe in startup e Pmi innovative. Con le altre iniziative in corso e l’impegno dei privati potrebbero si punta a mobilitare più di 50 miliardi

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L’attesa di questo piano, considerato una vera manna da tantissimi che lavorano nell’industria dell’innovazione per indurre le aziende ad ammodernarsi, è durata 11 mesi. Da quando lo scorso novembre l’ex ministro Federica Guidi ha detto: «stiamo ultimando un piano, si chiamerà Industry 4.0». Le vicende dei mesi successivi (le dimissioni del ministro e la nomina di Carlo Calenda) ne hanno ritardato la pubblicazione. Intanto ha cambiato un po’ sostanza e nome. Si chiama «Italia 4.0». Un prospetto sintetico di cosa sia l’industria 4.0 lo potete trovare qui.

Dal governo 13 miliardi e cabina di regia «spietata»

Partiamo dai numeri. Si tratta di un piano organico, che ha impegnato Palazzo Chigi e 6 ministeri, con un notevole impegno economico sia per lo Stato (per circa 13 miliardi di euro) che come leva per i privati (per circa 24 miliardi). Un impegno del pubblico nel periodo che andrà tra il 2017 e il 2020. Con un appunto, specificato direttamente dal ministro per lo Sviluppo economico durante la presentazione del piano: «Nel 2017, non dal 2017 al 2020, cioè il prossimo anno – ha chiarito Calenda – vogliamo mobilitare investimenti privati per 10 miliardi in più” e prevediamo nell’arco di piano un “delta di 11,3 miliardi per ricerca e innovazione»Il piano, ha spiegato il ministro, sarà coordinato da «una cabina di regia. E la verifica sarà spietata». Sarà gestita in un primo momento da governo e imprese, poi successivamente entreranno anche le Regioni.

Il Ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda

Il Ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda

Le «direttrici chiave» degli investimenti

Gli incentivi non saranno messi più a bando perché, secondo il ministro, «è un modo per non spendere». Il piano nazionale Industria 4.0, invece, è «costruito su incentivi fiscali orizzontali». Tra le misure previste, anche tempi più lunghi per ilsuperammortamento (prorogato a un anno), per l’iperammortamento, (incrementato dell’aliquota al 250% per i beni I4.0) e sempre a proposito dei soldi per ricerva e sviluppo, una rimodulazione del credito di imposta: sarà incrementale, raddoppiando dal 25 al 50% l’aliquota della spesa interna, con un credito massimo da 5 fino a 20 milioni di euro.

Di cosa parliamo quando parliamo di Industria 4.0
(20 cose da sapere)

Cosa prevede Italia 4.0 per le startup e Pmi, in 6 punti

Sia il ministro che il premier Renzi sono stati espliciti: lo Stato non è e non fa il VC, ma supporta gli investimenti e cerca di operare promuovendo un matching tra startup, Pmi innovative, mercato e investitori. Anche qui la logica degli incentivi. Il piano nazionale, infatti, prevede:

  1. detrazioni fiscali al 30% per investimenti fino a un milione in startup e Pmi innovative;
  2. per i primi 4 anni di vita delle startup, altre società “sponsor” potranno assorbirnee le perdite;
  3. detassazione del capital gain (ovvero, la “tassa sulle exit”) per chi investe a medio-lungo termine;
  4. un programma rivolto agli acceleratori d’impresa, con lo scopo di finanziare la nascita di nuove imprese con focus Italia 4.0;
  5. fondi dedicati all’industrializzazione di idee e brevetti ad alto contenuto tecnologico;
  6. fondi di VC dedicati a startup a tema Industry 4.0 in co-matching.

Gli ultimi 3 punti del Piano, in realtà, prevedono il supporto di Cassa Depositi e Prestiti: è con ogni probabilità il fondo, aumentato e potenziato, che Cipolletta annunciò (e spiegò) a Startupitalia.eu a marzo 2015. Per la parte del piano dedicata al Venture Capital, oltre a Cdp il governo prevede il coinvolgimento di Invitalia.

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Entro 3 anni banda ultra larga in tutte le aziende

Il piano Italia 4.0 le definisce “Infrastrutture abilitanti“. Entro il 2020 tutte le aziende italiane dovrebbero essere coperte da banda ultralarga a 30 begabit al secondo. Almeno la metà a 100 megabit al secondo. Perché è importante il passaggio sulla banda ultralarga è scontato dirlo: senza parlare di industria 4.0 non ha alcun senso. Condivisione di file, progetti, big data, analisi dei dati. Tutto ciò che l’industria 4.0 comporta passa da internet veloce. Per raggiungere questo obiettivo strategico è prevista a partire dal prossimo anno la creazione, in aggiunta ai tavoli istituzionali, di6 consorzi in ambito IoT.

Come sappiamo, il piano sulla banda ultralarga c’è. O per lo meno ci dovrebbe essere.6,7 miliardi tra fondi nazionali ed europei e 6 miliardi di impegno privato. Un freno può venire dal fatto che il suo lancio ufficiale è ostacolato dal fatto che il 69% delle imprese del paese è in aree dove c’è un solo operatore che porta la banda larga. Che quindi ha poco interesse ad investire nel loro potenziamento. Ed è per questo che lo Stato ci investe già 3 miliardi.

Riforma del Fondo centrale di garanzia

Tra le direttrici di accompagnamento del piano per l’industria 4.0 c’è anche la riforma e il rifinanziamento del Fondo Centrale di Garanzia. A fronte di un impegno da parte dei privati, quindi in questo caso delle banche, per 22 miliardi di euro, il governo impegnerà 900 milioni di euro.

3 strumenti della finanza per portare le aziende italiane nell’Industria 4.0

Il piano formazione per scuola e università

Tra le slide illustrate dal premier Renzi una voce è dedicata alle “Competenze“. In affiancamento al Piano nazionale per la Scuola Digitale, Italia 4.0 si propone l’obiettivo di formare e specializzare sui temi dell’Industria 4.0 più di 200 mila studenti universitari e 3 mila manager. Quanto alle scuole superiori, saranno formati sui temi dell’Infustry 4.0 il 100% degli studenti iscritti a Istituti Tecnici, e sono previsti circa 1.400 dottorati di ricerca con focus ad hoc.

Digital manufacturing e Made in Italy

100 milioni di leva per mobilitarne 1 miliardo. Anche se in mezzo ai circa 10 miliardi complessivi di impegno pubblico per le direttrici d’accompagnamento costituiscono appena l’1% dei fondi, l’effetto leva generato sul mercato potrebbe essere cruciale in un settore, quello del Made in Italy che registra non poche sofferenze tra le Piccole medie imprese del settore manifatturiero, cuore pulsante dell’economia italiana.
La soluzione prevista dal nuovo piano nazionale Italia 4.0 si basa su investimenti su “catene digitali” di vendita e incrementi nel supporto alle Pmi, attraverso centri tecnologici, formazione e  workshop.

Secondo l’ultimo rapporto della fondazione Make in Italy, l’eventuale “upgrade” della manifattura italiana al digital manufacturing genererebbe un valore addizionale della produzione di oltre 8 miliardi di euro su base annua. «In termini di valore aggiunto – sottolinea il prof. Stefano Micelli – una generalizzazione della diffusione di queste tecnologie coincide con un delta di oltre 4 miliardi di euro». Con un ritorno occupazionale di circa 40 mila nuovi posti di lavoro nell’intero comparto.

Arcangelo Rociola – Aldo V. Pecora

Incontro con Roberto Bonzio

Incontro con Roberto Bonzio, Digital Champion di Sesto San Giovanni

–> Giovedì 28 gennaio, ore 18.00
–> Co+Fabb – via Carducci, 39 – Sesto San Giovanni (MI)

 

 

logo italiani di frontiera

Roberto Bonzio ci presenterà il suo libro: “Italiani di Frontiera. Da West al Web: un’avventura in Silicon Valley”

…e intanto il 22 gennaio Italiani di frontiera ha festeggiato il suo ottavo compleanno. #HappyBdayIdF

Da Sesto San Giovanni a Palo Alto per sei mesi, in aspettativa dalla redazione e con famiglia, facendo tutto da solo, senza sapere che cosa ne uscirà. La scoperta – fra storie, incontri e interviste – di un filo «out of the box» che collega lo spirito d’impresa di esploratori del West al talento di leggendari innovatori, ricercatori e giovani startupper di successo, nella culla mondiale dell’innovazione. Un filo che oltre oceano riporta a maestri da riscoprire, come Olivetti e Montessori…

Elementi di portfolio