Offerta di Stage/Apprendistato – Software Team

Profilo dell’azienda – Dal 1989, anno della sua fondazione, Software Team si occupa di sviluppo software per applicazioni medicali. I progetti sono gestiti direttamente dall’azienda o in collaborazione con altre società e riguardano applicazioni diverse nel mercato della Sanità.

Continua a leggere

Produzioni Urbane

10 Marzo – Produzioni Urbane: le nuove forme del lavoro

Continua il nostro progetto legato al tema delle Produzioni Urbane. Prossimo appuntamento: venerdì 10 Marzo presso lo Spazio MIL.

Continua a leggere

Capital, ottobre, novembre 2016

INDUSTRIA 4.0 – Intervista a Fabio Terragni su Capital

INDUSTRIA 4.0 – La fabbrica 4.0 è un modo di ripensare la produzione anche in settori tradizionali, dalla pasta alle caffettiere. Continua a leggere

Foto evento industria 4.0

“Industria 4.0 – Produzione digitale” convegno del 24 ottobre 2016

Lunedì 24 ottobre presso lo Spazio MIL si è tenuto il convegno “Industria 4.0 – verso a produzione Digitale”.
L’evento è stato seguito da circa 150 persone presenti in sala ed è stata realizzata una registrazione del convegno che verrà trasmessa successivamente sul canale del nostro media partner, Triwù, la web TV dell’Innovazione.  Stay Tuned!

Il workshop è stato un positivo primo passo di un percorso che Co+Fabb vuole continuare.

In allegato le presentazioni del convegno:

presentazione-industria-4-0
relatore: Fabio Terragni

presentazione-skorpion
relatore: Italo Moriggi

presentazione-th2
relatore: Aldo Curinga

Comunicato stampa dell’evento: comunicato-stampa-industria-4-0

NEXUS L’incontro tra macchina e umano nell’immaginario, nella tecnica e nella scienza contemporanei

Dal 8  al 20 novembre
c/o Spazio MIL – via Granelli, 1- Sesto San Giovanni (MI)

NEXUS racconta la ricerca biorobotica contemporanea e i suoi straordinari risultati, mostrando i percorsi paralleli della scienza e dell’immaginario. L’esposizione – ideata da Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, Museo Galileo di Firenze e Università di Siena e realizzata grazie a un finanziamento del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – è stata allestita a Firenze, a Palazzo Medici Riccardi , dal 22 gennaio al 15 marzo 2016.

Oltre alla neuro-protesi sviluppata dall’Istituto di BioRobotica della Scuola Sant’Anna in collaborazione con altri enti di ricerca italiani ed europei, erano esposti reperti storici, prototipi di robot umanoidi e robot giocattolo. L’esposizione ha riscosso un notevole successo di pubblico e ha ottenuto riscontri positivi sulla stampa nazionale. In particolare la sua valenza didattica è stata apprezzata dai numerosi gruppi scolastici che hanno preso parte ai laboratori di robotica che affiancavano la mostra.

Dal 8 al 20 novembre 2016 si terrà un nuovo allestimento della mostra presso lo Spazio MIL di Sesto San Giovanni. Anche in questa edizione si è pensato di affiancare all’esposizione laboratori didattici e incontri di approfondimento che avranno il loro momento più importante sabato 12 novembre. In quell’occasione sarà organizzata una giornata divulgativa aperta a studenti liceali, universitari e ricercatori il cui tema centrale sarà la robotica in campo medico. Il workshop sarà diviso in una sessione nella mattinata per gli studenti dei licei e una sessione nel pomeriggio per gli studenti universitari e i ricercatori. Le presentazioni saranno articolate su diverse postazioni in cui verranno trattati quattro temi: – La robotica riabilitativa – Le neuroprotesi – La robotica in sala operatoria – Il design in campo medico.

Hanno dato al momento la loro adesione ai tavoli: Riccardo Putti, Professore Università di Siena Elvira Pirondini, Dottoranda Bertarelli Foundation Chair in Translational Neuroengineering Center for Neuroprosthetics, EPFL Emanuele Formento, Dottorando Bertarelli Foundation Chair in Translational Neuroengineering Center for Neuroprosthetics, EPFL Lodovico Gualzetti, Designer Paolo Righetti, Laboratorio DAGAD, Architetto, docente Università Cattolica Milano Restiamo a disposizione per fornire maggiori informazioni sul nostro progetto e discutere le modalità di una vostra eventuale collaborazione.

Scarica il volantino con il programma dettagliato: depliant_nexus

 

lavoro

Incontro sul tema manager e lavoro – con Graziano Camanzi

Si terrà presso Co+Fabb, per l’intera giornata di Venerdì 28 ottobre, dalle ore 10 alle ore 16, un incontro nel quale un gruppo di manager, coordinati da Graziano Camanzi, discuterà la possibilità di tentare di costruire un’organizzazione che si faccia carico di ricercare, nel mercato, tutte le possibilità per consentire ai molti manager che sono fuori dal mercato del lavoro, e ai consulenti free lance, di trovare lavoro interfacciandosi con la piccola e la media impresa italiana, e non solo, contribuendo, così, oltre a ritrovare il senso del proprio lavoro e della propria esistenza, a migliorare il Sistema Italia nel suo complesso.
E’ possibile divulgare questa informazione e chi vorrà partecipare potrà farlo mandando una mail a: gettingbetter@tin.it

INDUSTRIA 4.0 -Verso la produzione digitale

Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Tommaso Nannicini, a confronto con imprenditori e innovatori sul piano ITALIA 4.0 contenuto nel DPEF del Governo che verrà discusso in ottobre.

Continua a leggere

Cosa dice il piano Industria 4.0 presentato dal governo. 7 cose da sapere

Il governo investe 13 miliardi su innovazione e fabbricazione digitale. Il piano Italia 4.0 prevede detrazioni del 30% e detassazione del capital gain per chi investe in startup e Pmi innovative. Con le altre iniziative in corso e l’impegno dei privati potrebbero si punta a mobilitare più di 50 miliardi

italia4p0_copertina

L’attesa di questo piano, considerato una vera manna da tantissimi che lavorano nell’industria dell’innovazione per indurre le aziende ad ammodernarsi, è durata 11 mesi. Da quando lo scorso novembre l’ex ministro Federica Guidi ha detto: «stiamo ultimando un piano, si chiamerà Industry 4.0». Le vicende dei mesi successivi (le dimissioni del ministro e la nomina di Carlo Calenda) ne hanno ritardato la pubblicazione. Intanto ha cambiato un po’ sostanza e nome. Si chiama «Italia 4.0». Un prospetto sintetico di cosa sia l’industria 4.0 lo potete trovare qui.

Dal governo 13 miliardi e cabina di regia «spietata»

Partiamo dai numeri. Si tratta di un piano organico, che ha impegnato Palazzo Chigi e 6 ministeri, con un notevole impegno economico sia per lo Stato (per circa 13 miliardi di euro) che come leva per i privati (per circa 24 miliardi). Un impegno del pubblico nel periodo che andrà tra il 2017 e il 2020. Con un appunto, specificato direttamente dal ministro per lo Sviluppo economico durante la presentazione del piano: «Nel 2017, non dal 2017 al 2020, cioè il prossimo anno – ha chiarito Calenda – vogliamo mobilitare investimenti privati per 10 miliardi in più” e prevediamo nell’arco di piano un “delta di 11,3 miliardi per ricerca e innovazione»Il piano, ha spiegato il ministro, sarà coordinato da «una cabina di regia. E la verifica sarà spietata». Sarà gestita in un primo momento da governo e imprese, poi successivamente entreranno anche le Regioni.

Il Ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda

Il Ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda

Le «direttrici chiave» degli investimenti

Gli incentivi non saranno messi più a bando perché, secondo il ministro, «è un modo per non spendere». Il piano nazionale Industria 4.0, invece, è «costruito su incentivi fiscali orizzontali». Tra le misure previste, anche tempi più lunghi per ilsuperammortamento (prorogato a un anno), per l’iperammortamento, (incrementato dell’aliquota al 250% per i beni I4.0) e sempre a proposito dei soldi per ricerva e sviluppo, una rimodulazione del credito di imposta: sarà incrementale, raddoppiando dal 25 al 50% l’aliquota della spesa interna, con un credito massimo da 5 fino a 20 milioni di euro.

Di cosa parliamo quando parliamo di Industria 4.0
(20 cose da sapere)

Cosa prevede Italia 4.0 per le startup e Pmi, in 6 punti

Sia il ministro che il premier Renzi sono stati espliciti: lo Stato non è e non fa il VC, ma supporta gli investimenti e cerca di operare promuovendo un matching tra startup, Pmi innovative, mercato e investitori. Anche qui la logica degli incentivi. Il piano nazionale, infatti, prevede:

  1. detrazioni fiscali al 30% per investimenti fino a un milione in startup e Pmi innovative;
  2. per i primi 4 anni di vita delle startup, altre società “sponsor” potranno assorbirnee le perdite;
  3. detassazione del capital gain (ovvero, la “tassa sulle exit”) per chi investe a medio-lungo termine;
  4. un programma rivolto agli acceleratori d’impresa, con lo scopo di finanziare la nascita di nuove imprese con focus Italia 4.0;
  5. fondi dedicati all’industrializzazione di idee e brevetti ad alto contenuto tecnologico;
  6. fondi di VC dedicati a startup a tema Industry 4.0 in co-matching.

Gli ultimi 3 punti del Piano, in realtà, prevedono il supporto di Cassa Depositi e Prestiti: è con ogni probabilità il fondo, aumentato e potenziato, che Cipolletta annunciò (e spiegò) a Startupitalia.eu a marzo 2015. Per la parte del piano dedicata al Venture Capital, oltre a Cdp il governo prevede il coinvolgimento di Invitalia.

slide-14

Entro 3 anni banda ultra larga in tutte le aziende

Il piano Italia 4.0 le definisce “Infrastrutture abilitanti“. Entro il 2020 tutte le aziende italiane dovrebbero essere coperte da banda ultralarga a 30 begabit al secondo. Almeno la metà a 100 megabit al secondo. Perché è importante il passaggio sulla banda ultralarga è scontato dirlo: senza parlare di industria 4.0 non ha alcun senso. Condivisione di file, progetti, big data, analisi dei dati. Tutto ciò che l’industria 4.0 comporta passa da internet veloce. Per raggiungere questo obiettivo strategico è prevista a partire dal prossimo anno la creazione, in aggiunta ai tavoli istituzionali, di6 consorzi in ambito IoT.

Come sappiamo, il piano sulla banda ultralarga c’è. O per lo meno ci dovrebbe essere.6,7 miliardi tra fondi nazionali ed europei e 6 miliardi di impegno privato. Un freno può venire dal fatto che il suo lancio ufficiale è ostacolato dal fatto che il 69% delle imprese del paese è in aree dove c’è un solo operatore che porta la banda larga. Che quindi ha poco interesse ad investire nel loro potenziamento. Ed è per questo che lo Stato ci investe già 3 miliardi.

Riforma del Fondo centrale di garanzia

Tra le direttrici di accompagnamento del piano per l’industria 4.0 c’è anche la riforma e il rifinanziamento del Fondo Centrale di Garanzia. A fronte di un impegno da parte dei privati, quindi in questo caso delle banche, per 22 miliardi di euro, il governo impegnerà 900 milioni di euro.

3 strumenti della finanza per portare le aziende italiane nell’Industria 4.0

Il piano formazione per scuola e università

Tra le slide illustrate dal premier Renzi una voce è dedicata alle “Competenze“. In affiancamento al Piano nazionale per la Scuola Digitale, Italia 4.0 si propone l’obiettivo di formare e specializzare sui temi dell’Industria 4.0 più di 200 mila studenti universitari e 3 mila manager. Quanto alle scuole superiori, saranno formati sui temi dell’Infustry 4.0 il 100% degli studenti iscritti a Istituti Tecnici, e sono previsti circa 1.400 dottorati di ricerca con focus ad hoc.

Digital manufacturing e Made in Italy

100 milioni di leva per mobilitarne 1 miliardo. Anche se in mezzo ai circa 10 miliardi complessivi di impegno pubblico per le direttrici d’accompagnamento costituiscono appena l’1% dei fondi, l’effetto leva generato sul mercato potrebbe essere cruciale in un settore, quello del Made in Italy che registra non poche sofferenze tra le Piccole medie imprese del settore manifatturiero, cuore pulsante dell’economia italiana.
La soluzione prevista dal nuovo piano nazionale Italia 4.0 si basa su investimenti su “catene digitali” di vendita e incrementi nel supporto alle Pmi, attraverso centri tecnologici, formazione e  workshop.

Secondo l’ultimo rapporto della fondazione Make in Italy, l’eventuale “upgrade” della manifattura italiana al digital manufacturing genererebbe un valore addizionale della produzione di oltre 8 miliardi di euro su base annua. «In termini di valore aggiunto – sottolinea il prof. Stefano Micelli – una generalizzazione della diffusione di queste tecnologie coincide con un delta di oltre 4 miliardi di euro». Con un ritorno occupazionale di circa 40 mila nuovi posti di lavoro nell’intero comparto.

Arcangelo Rociola – Aldo V. Pecora